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Visualizzazione dei post da Luglio, 2015

NON MI PENTO

A proposito del dentista bracconiere Walter Palmer del Minnesota che per puro capriccio ha fatto fuori un leone amatissimo in un parco dello Zimbabwe, pregiudicandone tra l'altro l'equilibrio naturale, il giornalista Luca Mastrantonio sul Corriere rileva l'imbarbarimento social: gesto orribile, si capisce, ma attenzione a non scadere nella jungla morale. Certo, i divi di Hollywood che dirigono il coro degli invasati inducono fastidio, come la Mia Farrow che pubblica su Twitter l'indirizzo della clinica del cacciatore. Per non parlare dei fanatici che gli vanno sotto casa travestiti da leone. Io però sono tra quelli che hanno contribuito nel loro piccolo alla gogna e non me ne pento, e sì che di gogne subite ho una cerca esperienza. Come mai non mi pento? Perché in questo caso il dentista bracconiere è colpevole (e impunito) oltre ogni ragionevole dubbio. È uno che in vita sua ha massacrato decine di animali stupendi e liberi, sia pure nelle riserve, uno che si esibisce…

IL FARO 28/2015

Non è un numero vacanziero, distratto, rilassato. Proprio no. Tutto il contrario. Date torto al Faro se vi riesce. Il Faro, tutto dentro. Ma solo per chi si abbona. 

UN FONDO D'INDICIBILE

"Ti scrivo dopo aver letto il tuo pezzo su Amici miei Ed è proprio come scrivi: "constatazioni insopportabili al suono di quel tema maledetto che più lo ascolti e più stai male. Perché ce l'hai dentro, s'è proprio avviluppato all'anima" e una volta che s'è avviluppato non te ne liberi più, diventa la stoffa della tua stessa anima. Qualcosa di pre-verbale, forse per questo passiamo l'intera esistenza a cercare di dare un nome a quella cosa lì? Ma c'è sempre un resto, un fondo d'indicibile, eppure non muto. Ecco, quel tema 'maledetto' è per me il resto, qualcosa che non so dire se oltrepassi o preceda la nostalgia.  Ti ringrazio, perchè leggerti per me non è mai consolatorio, ma rende la mia solitudine meno alienante e più degna, ci tenevo a dirtelo". Carmine, da Milano

Amici miei, il conte Mascetti vive dentro di noi

Quelli che hanno stufato

COI MIEI OCCHI LONTANI

Il negozio di dischi dove andavo a comperare i dischi e che aveva una insegna pleonastica: DISCHI. Quello di modellistica, stessa piazza Bottini della stazione dei treni, del metrò e dei tram, dove mi procuravo le mie dosi di squadre del Subbuteo e una volta ci arrivai nel pieno di una nebbia ghiacciata, densa come un budino di vapore e non lo vedevo, non riuscivo a distinguere la porta. La trafila di botteghe di via Porpora dove col mio buon amico Tony passavamo il pomeriggio a prendere in giro il lattaio, che assomigliava al jazzista Lino Patruno, l'ortolano che pareva Nanni Svampa, la di lui moglie che per me era Lucio Battisti, il cartolaio misogino con l'ictus che sbavava, il Carlino, e via via tutti gli altri, la tabaccaia che biascicava perennemente e sbagliava la marca di sigarette, “Lei ha detto... Muratti??”, il ferramenta che aveva un figlio fatto di chiodi, la rosticceria calda, piena di colori, dei due fratelli scapoli conosciuti come “le sorelle Bandiera” e la ma…

FOTTUTO è... difficile da vivere

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... iTunes, Kobo e su ogni piattaforma on line
"Il libro è molto bello, avvincente, sono contento di averlo letto però io sono arrivato in fondo a quello ma a una vita così non ce l'avrei fatta. Non potrei vivere una vita come la tua". Roberto, Roma

AGRODOLCI SALUTI DALLE MARCHE

Questa, signori, è Grottammare Alta. Ci si respira indolenza, magia, raffinatissima muffa di muri antichi, sospiri di gatti (c'è una deliziosa colonia felina) e, potendo, ci si siede a mangiare, prendendo posto in cartolina. Lo dico con orgoglio, perché questi sono i posti dove vivo, dove più o meno quietamente invecchio e ogni volta che li riscopro mi sale l'incanto e mi sale la rabbia: sono incanti penalizzati, misteri insospettati, un po' troppo difesi, non ci si capita, bisogna stanarli, sapere che ci sono ma se li sai vuol dire che li hai già scoperti, un maledetto circolo vizioso. Queste misconosciute enclaves andrebbero prima o dopo espugnate, qui si miscelano l'indolenza mediterranea, il lascito contadino, la solennità medievale. Qui le chiese romaniche, gotiche strizzano l'occhio alla distesa marinara, un'Abbazia può guardare l'antro della Sibilla da conquistare attraverso una trama di borghi dimenticati e superbi. Qui si può trascorrere un periodo…

E PIU' NON DIMANDARE

Par di capire che l'Italia è alla mercé di se stessa. Mocciosi che si ammazzano con l'extasy, regolamenti di conti tra adolescenti crocifissi e sgozzati come in una puntata di True Detective, duelli rusticani, preti che schivano coltellate in un turbinar di tonaca da corrida, ragazzini che finiscono misteriosamente in un crepaccio, volano da un treno in corsa, si accoppano nei modi più fantasiosi e televisivi. A Bolzano, ultras del Bologna e del La Spezia scelgono come terreno della disfida un parco giochi e si tirano addosso le attrazioni infantili. Niente di nuovo sotto il sole, si dirà, ma certo tutto ancora peggiore, ancora più estremo nella stupidità. Tanto che riesce difficile anche provare un moto di solidarietà. Prendiamo la faccenda della giovane fiorentina stuprata da un branco che naturalmente finisce assolto: sentenza pazzesca, non c'è bisogno di ribadirlo, ma di discutibile c'è pure il modo di difendersi della vittima che rivende la sua naivéte bovaristica…

IL PIU' LEGGERO TRA I VILI

Non c’è rumore al cimitero anche se gli uccelli cantano. Non c’è chiarore al cimitero eppure il sole tutto accende. Ci sono questi volti morti, pietrificati per sempre dietro il marmo delle lapidi e fiori secchi e nomi anonimi. Li scorro mentre passo ed ognuno mi guarda, vuole dirmi qualcosa, un monito una preghiera: “Ricordati di me!”. Ma come posso, come, se non vi ho conosciuti? Come posso, se mi sento morto anch’io, tanto morto da ritrovarmi qui a trovarvi, per sentirmi in compagnia, tra gente come me? Alle tombe dei nonni giungevo: mi fissano come al solito. Che farete, adesso, dove siete? Vi ricorderete, voi, di me? Avete preso nota delle mie infamie, o siete disposti a passarci sopra, così come siete adesso? Potete sentirmi? Potete sentire la mia disperazione mentre vi visito? Mentre vi cerco. Malvolentieri soffrivo al camposanto, mi sentivo chiamato da tutti i suoi ospiti, “fai presto a raggiungerci!”, “ti stiamo aspettando!”, coro muto assordante come un volo di notte. Quand…

Fiorucci «artista»? Esagerazioni post-lutto

LA VITA

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Quando sabato sera ho esalato l'ultimo saluto al termine di una maratona di 135 minuti e senza contare le 5 ore precedenti sotto un sole di ghisa insieme a tecnici, ospiti, regia, insomma il periodo allucinante che precede qualsiasi evento di una certa importanza, io sono crollato. Mi sono ritrovato sul prato col cielo che mi veniva addosso. Tutti pensavano ad una boutade, credevano facessi il matto, ma io ero proprio andato: non vedevo quasi più, ero completamente disidratato e anche in iperventilazione e le gambe erano di legno tarlato; quando due mani pietose si sono decise a tirarmi su (ridendo, fanculo a loro), ho tracannato una bottiglia intera da un litro in un sorso solo, senza fermarmi a respirare, perché avevo bisogno più di acqua che di aria. Dopo, mi sono messo a camminare tra quelli che sbaraccavano, portavano via strumentazioni e supporti, rendevano la piazza dell'evento alla sua vocazione originaria, insomma reimpacchettavano il tempo. Ma non riu…

LA GRAVITA' DELLA CAVALIERA SAMANTHA

Ci stavamo preoccupando, la pensavamo e per fortuna eccola. Astrosamantha, l'astrologa del PD, la Susanna Tuttapanna dello spazio ricevuta dal presidente imbalsamato Mattarella che le ha appuntato sul florido petto la patacca di Cavaliera di Gran Croce per meriti non precisati, comunque pubblicitari, e poi dal caro leader Matteo Renzi che le avrà spiegato modi e tempi della sua candidatura ventura, forse dovrà essere lei a spiegare che le tasse sulla casa terrestre contrariamente alle promesse non saranno scese ma salite in orbita perché credere alle promesse di un politico è roba dell'altro mondo, roba spaziale. E va tutto bene, la parata, la divisa di Susanna Tuttapanna, la patacca, il cerimoniale ma insomma i meriti scientifici dove stanno? Lo chiedevamo tre mesi fa e insistiamo, nessuno ce li ha precisati ad onta del suo saccheggiare wikipedia. Dove stanno le clamorose scoperte scientifiche di Susanna-Samantha? Nell'aver cucinato una terrina liofilizzata di riso e pise…

Keith Richards, parabola di un immortale

MERAVIGLIOSA

Alfaterron, Alfasudore, carro bestione. Quante ne ha dovute passare la mia prima macchina, quasi nuova, appena quinta o sesta mano, gloriosa Alfasud verde smeraldo anche se i miei compagni la mortificavano: verde ramarro. Poi un giorno videro spuntare dal finestrino le gambe lunghissime di una ambita compagna, che finivano in paio di vezzose ballerine, e non parlarono più. Non dico chi è perché è affiorata ancora di recente in tivù e mi son ricordato di quando quindicenne radiosa era venuta in casa a dichiararsi e io, maturato imbecille: no, grazie. E solo perché mi ero appena messo con una che, a 500 chilometri di distanza, mi cornificava allegramente. Quando si seppe non scampai a un pestaggio, tutti gli ex compagni della scuola mi volevano fare a pezzi. Giustamente. Ma fu un bizzarro cortocircuito del fato, io col mio nasone ero più fumo che arrosto, le ragazze le caricavo, come tutti i diciottenni provvisti di una qualsiasi quattroruote nel 1982, ma ero più che altro un tassista.  …

IL FARO 27/2015

Il Faro non dimentica Ogni sabato in allegato di posta elettronica Solo per chi si abbona Il Faro, tutto dentro

Da Giovanardi a Ruggeri, le vittime dell'intolleranza 2.0

AL MARE

“Cancro, segno d'acqua”. Non ci ho mai creduto a 'ste cazzate, però una cosa era vera e resta vera: l'acqua, mio elemento naturale. Quando sono sciolto nel mare, possente specchio che si rompe al mio passaggio, io sono un altro o meglio sono quello che dovrei essere, che non posso essere gravato sulla terra. Tutto di me scompare. I pensieri evaporano, sono felice di incoscienza mentre nuoto, mi lascio trasportare, mi fermo a fondermi nel cielo sopra di me, elemento depensante tra due elementi che si riflettono. Nuotare, respirare nel mare. Da ragazzo c'era licenza d'acqua, tutto uno starci dentro da mane a sera, si era lì per quello e poi fuori dal mare la doccia, e poi di nuovo nel mare, e poi a casa lunghissime docce irresponsabili che non asciugavo, le lasciavo traspirare. La pelle d'estate risplendeva, lucida come quella di un purosangue, dicevi abbronzatura ed era acqua. Poi cresci e ti accorgi che l'acqua è poca, molti non l'hanno, costa cara, ins…

FONTANE DI DOLORE

Oramai mi manda in frantumi vedere un animale morto sul ciglio della strada. Sconvolge il mare dentro vedere passando in Vespa una piccola trattoria in attesa inutile, tovagliette candide di carta su ogni tavolo, e sono tutti vuoti e il padrone in grembiule ti tramortisce con le sue onde di sconsolata attesa. Ti ammala il sole che cade nel mare di un molo al tramonto, due ragazzini si abbracciano nel riflesso e tu vorresti chiedere ai pescherecci indifferenti e immoti i segreti di una vita bugiarda. Quante volte mi sono arreso alla sconfitta, atleta distrutto che s'accascia sul prato. L'ultima volta che mio padre abbassò la saracinesca di un'azienda che era tutta la sua vita. L'ultimo suo saluto, nel bar d'ospedale più squallido del mondo, dopo la sentenza: “Non ho paura di morire, solo di lasciare la mia bella famiglia”. E non aveva avuto un cazzo dalla vita, e io in silenzio bestemmiavo Iddio. Fuori era maggio e c'era un sole, un sole. Una madre che all'e…

IN TUA COMPAGNIA

"Era fine settimana. Non avevo prospettive, dove andare, niente vacanza. Avevo però un Kindle. Mi sono scaricata i tuoi due ultimi libri, Fottuto e Siamo in Italia. Così diversi, ma non troppo: uno personale, spietato, ma ci trovi tanti spaccati di un contesto. L'altro cronachistico, spietato, ma ci trovi anche tanto di personale. Era fine settimana, non mi sono mai sentita sola. E' volato".  Anna

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IL SALE DELLA TERRA

La gente povera è mite, non spacca le vetrine, non si sogna neppure, ma paga per chi lo fa. La gente vera non bara, non pretende o millanta: s’accontenta ed è tutto, altro ruolo non ha. Non è qui per volare, deve stare schiacciata, il sale della terra lo sai non sale mai. Non gioielli ma strass, eppure è (un po’) regina, lasciatela sognare per una sera sola. Comincia la mattina, si fa il mazzo una vita e quando arriva in fondo, che ha fatto non lo sa. Si spende i suoi Natali sognando altri Natali, feste calde e imbiancate che non vengono mai. Si consola con poco, due stille di calore, una cena in famiglia, regali da non dire. La povera gente si sente padrona guardando un prato, poi smette di sperare, non pretende di più. Le basta un giorno solo, un giorno da leone, capita sempre agli altri, non è roba per lei. Se fa qualche cazzata, la pagherà una vita, non ha un’altra occasione, non ce l’ha avuta mai. La povera gente non sa, non conosce, non conta, è di destra e sinistra, in fondo è …

FARO 26/2015

Tutto quello che su Babysnakes non ci va. Il Faro, ogni sabato in allegato pdf di posta elettronica. Il Faro, l'elettrorivista. Il Faro.

Da Londra fino a Venezia: è una società schizoide

SIATE SERI

Stamattina ero in Vespa fermo al semaforo a farmi la permanente a 35° all'ombra sotto al casco e per non pensarci ho tirato fuori l'aggeggio: c'era un nuovo messaggio e dalla faccia ho capito subito cosa avesse da dire. Difatti poco dopo l'ho letto ed era un fatal imbecille che mi dava del ricco merkeliano. L'ho bannato, non senza averlo ringraziato perché dopo due giorni che non cacciavo nessuno cominciavo a sentirmi in astinenza. Ora, il punto non è questo. Non è neanche che io da anni sottovivo con redditi che non arrivano ai seimila euro annui, e se volete capire come ce la faccio non avete che da leggere il mio “Fottuto”. Il punto non è neppure che io sia contro l'Europa e odii la Merkel, cosa nota ai miei 25 lettori tra i quali qualche amico di vecchia data, di liceo, che mi sprezzò a suo tempo dandomi del povero, del fallito, del senzatetto (avrebbe cambiato idea Monti costringendolo a pagare più tasse per i suoi appartamenti e la sua villa al mare). Io …

FATTO COSI'

Una domenica normale, di contrattempi normali, di discorsi normali, perfino un paio di bagni al mare e pare passata senza lasciare storia. Poi basta un niente, lo stridore di una rondine, lo scorcio di uno squallore e dentro mi scoppia la disperazione. Risalgo in Vespa con il cielo addosso, il tempo addosso, nessun futuro in attesa. Dicono sia questa la depressione, ma io la depressione la conosco e non ha questo volto silenzioso, la depressione urla anche se nessuno la sente ed è così che ti distrugge. La depressione è solitudine esteriore, fisica, impossibilità a raggiungere gli altri che ti stanno davanti. Questo è esilio imploso, prigione della coscienza, inutilità di ogni bellezza, inganno di ogni bellezza, menzogna di ogni bellezza. No, questo è qualcosa con cui sono nato e di cui morirò, chiamala sensibilità, languore se ti pare, chiamala anche sciocchezza se preferisci ma è una camicia di forza dell'anima e non me ne libero. Come se solo in quel momento, in quello stridore…

SIAMO IN ITALIA

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"Ci va bene l'eterna recita, mediocre recita tra lo stato malavitoso e il cittadino complice per la quale ciascuno ha il suo ruolo preciso e lo rispetta, io stato faccio la faccia dura e tu fingi di credermi, ma continua pure nel tuo vitalismo anarcoide e criminale, tu ruba, uccidi se ti pare, solo non sfidarmi apertamente, non provocarmi apertamente perché allora io debbo fermarti, neutralizzarti, caricarti di anni di galera che poi non farai ma che fingerai di subire fino a che io non ti manderò i miei corifei virtuosi, le mie prefiche indignate a fare “la campagna”, viatico per la comunità alpina o marinara di qualche prete cui io stato ho affidato la salute pubblica, naturalmente dietro la corruzione dei fondi statali e comunitari e la franchigia da ogni ispezione e verifica fiscale".

Sofia Brunetta, nuova indecifrabile voce black

LA BREAKDANCE DEL TERRORISTA

Il documento più agghiacciante nella notte infinita del venerdì nero, come hanno chiamato il giorno dei tre attentati islamici, non è quello delle teste mozzate o dei turisti rimasti nel loro sangue sulla sabbia. È quello dello stragista di Sousse che balla la breakdance. Da cui la banalità, peggio, l'infantilismo del male, la sua stupidità. Siamo abituati a considerare questi estremisti come gente fanatica sì, estrema sì, spietata sì, ma lucida, per dire accesa da qualcosa che noi non conosciamo più e per la cui mancanza ci vergognamo come ci si vergogna della perdita dell'anima, di un relativismo andato troppo oltre. Non c'è dubbio che a forza di despiritualizzarci, di rinnegare la parte metafisica siamo finiti nelle cronache di Dagospia, tutta una esaltazione di orgette e depravazioni a buon mercato ed  è vero che il mondo occidentale pare anestetizzato, non più capace di preoccuparsi delle stragi che lo bersagliano, una fiaccolata di circostanza e subito dopo un selfie…