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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2017

QUELLA DI FABO NON ERA VITA

PRONTO, BUONGIORNO E' LA SVEGLIA
Una legge sul fine vita questo porco Paese non ce l'avrà mai. Perché questo non è un Paese liberale, e non rispetta la libertà. E' un Paese fanatico, orfano dell'uomo forte e più ancora dell'ideologia forte, dal comunismo e dal fascismo perenni. E il suo cattolicesimo è imbevuto delle stesse ideologie aggressive, ed è aggressivo e vittimista, vuole imporre divieti sulla base di una fede, che è una dimensione personale, una sensibilità privata. Essere liberali invece vuol dire rispettare la volontà personale, non intromettersi, lasciare piena facoltà di non uccidersi a chi crede, ma non limitare l'altrui potere di risolvere una vita che, di fatto, non c'è più. E una vita nelle condizioni del dj Fabo, credetemi, non c'è più. Credetemi, perché io ne ho incontrate tante così: il sole non ha più senso, il tempo è finito, non esiste un domani e neppure un presente, e l'umiliazione di ogni istante fa odiare ogni respiro. Lib…

PAOLO BENVEGNU' E L'INQUIETUDINE COME DESTINO DI H3+

SE QUESTI SON FURBETTI

PRONTO, BUONGIORNO E' LA SVEGLIA
La carica dei 101: tanti erano i lazzaroni all'ospedale Loreto Mare di Napoli, altrimenti detti, con affettuosa comprensione, "furbetti". All'anima: medici, portantini, dirigenti, perfino operatori sociali, che sarebbero quelli inzuppati nei valori e nella solidarietà: tutti dentro, anzi tutti fuori. Qualcuno si toglieva il camice sanitario e, a 50 km di distanza, s'infilava quello da chef; chi andava per spese, chi a giocare a tennis, chi impegnato perfino nel malaffare delle clonazioni di carte magnetiche, e c'era chi si consumava il braccino a "strisciare" per tutti: sarebbe il caso di riconoscerli una pensione per lavoro usurante, benché l'unico svolto. Cinquanta la magistratura li ha costretti ai domiciliari, vale a dire li ha rispediti a casa, dove restavano in orario di travaglio. Ma ha detto il giudice che, in punizione, verranno obbligati a lavorare, il che aggiunge un delizioso tocco di umorismo para…

CURATE LA CORVA ROCKEFELLER

PRONTO, BUONGIORNO E' LA SVEGLIA
Alla fine, sullo stadio di Roma, correttamente, decide il sindaco: Beppe Grillo. Magari ondeggiando un po' - non si fa, no si fa, si fa ma altrove (dove?), si fa lì ma più basso, si fa quello ma non della Roma, della Lazio; un giorno definisce Roma "non così male" e il giorno dopo la vede un inferno, una città allo stato brado e "Bergoglio datti una mossa": sono i tormenti di chi deve difendere, da solo, l'onestà in un Paese degradato. Quello che conta, è che alla fine lo stadio si fa, fino a nuovo ordine, insomma dipende: non da quello che sancisce la Soprintendenza, ma da come si alza il sindaco (quello vero) la cui parola è legalità, pulizia, saggezza e competenza. Soprattutto coerenza. Gli organi comunali prendono atto e ratificano, a cominciare dalla corva Rockefeller con le polizze (non sapevamo che anche i pupazzi potessero patire mancamenti). Sindaco Beppe, cittadino Beppe, pensaci tu. Per te, che sei plurilaureat…

INFINITI MONDI

PRONTO, BUONGIORNO E' LA SVEGLIA
Clamorosa indifferenza ha suscitato la scoperta della Nasa che, ad "appena" 40 anni luce da noi, ha trovato un altro sistema solare con sette pianeti identici al nostro per qualità, temperatura, possibilità di vaste masse d'acqua e quindi di vita. Appena 50 anni fa, non anni luce, la fantascienza che diviene realtà avrebbe occupato ogni spazio per mesi e mesi, adesso due minuti in cronaca, una sporadica effervescenza dei fanatici/complottisti in rete, e via andare: c'è da occuparsi delle scissioni molecolari nel PD. Fioccano le spiegazioni sociologiche per tanta apatia stellare: siamo rincoglioniti; siamo troppo scafati, abbiamo già immaginato tutto; la tecnologia ha ridotto la nostra capacità di attenzione a livelli da moscerino; siamo bombardati di notizie perlopiù inutili e non sappiamo distinguere; ci informiamo di più ma peggio. Tutto giusto, tutto plausibile, ma è un po' come la storia dei dinosauri, che quando qualche sc…

PRONTO, BUONGIORNO E' LA SVEGLIA

I giornaloni han tutti i loro caffè e i loro buongiorno da cui dispensare saggezza: questo blog vuol permettersi anche lui un appuntamento mattutino per ricevere i suoi lettori e così inaugura la sua rubrica: ad ogni risveglio, troverete un trafiletto con cui iniziare, se lo vorrete, la giornata. Cominciamo subito.
SALVARSI
Sempre più gente che dice: io non voto più, io non sono più niente, solo me stesso. E non sono beceri qualunquisti, sono anzi di quelli che ragionano, che vengono da trincee ideali presidiate a lungo, ma dove non possono più stare. Del resto, che resta da difendere? Da una parte le dark room e il proselitismo gender nelle scuole elementari, pagati dal governo; dall'altra l'alibi della paura per difendere il razzismo e i tassisti col tirapugni. Con chi ti identifichi: con le Cirinnà truci nel difendere certa propaganda laida fino all'utero in affitto che è una aberrazione? Col Salvini senza un minimo di empatia, regolarmente proteso verso il peggio di ogn…

L'OSSESSIONE DEL CEMENTO

Come tutte le sette, anche quella grillina carbura ad ossessioni: le scie chimiche, i vaccini, le "colate di cemento". Ogni opera va rigettata in fama di colata di cemento. E' il demonio il cemento, è il male puro, secondo una impostazione celentanesca anni '60 da ragazzo della via Gluck. Si vede che i grillini vivono sulle palafitte, che le ville di Grillo sono fatte di pan di spagna come la casa dei tre porcellini. Il cemento preso così, in modo ottuso, a simbolo di ogni nefandezza non ha senso: tutto dipende dal contesto, dall'uso, dalla circostanza, il cemento è male se devasta un litorale ma va benissimo per costruire strutture e infrastrutture essenziali per un Paese e le sue comunità. Cosa talmente superata dalla logica, che non è affatto in discussione da nessuna parte al mondo salvo che a Roma, Italia. Non capisco: ovunque al mondo le città, le civiltà si sviluppano sviluppandosi, cioè realizzando, costruendo e lo fanno in modo acconcio ai tempi, sfrutta…

VIVA LO STATO, VIVA L'ITALIA!

Mia moglie deve riscuotere (da oltre un anno, il giudice delegato si era sbagliato, poi l'ufficio era scoperto, poi i ritardi, poi la mancanza di risorse, poi una in pensione non rimpiazzata, poi le macchie solari, signora mia...) una fattura dallo Stato per una difesa d'ufficio: è da stamattina che ci impazzisce, procedure on line da fare impallidire un burocrate d'antan, quella della semplificazione digitale è una post verità. In dirittura d'arrivo, l'ultima radiosa scoperta: per potere emettere fattura, bisogna pagare. 5 euro e passa la paura. Tradotto: per essere pagato (in ritardo) devi pagare tu (subito). Ecco, moltiplicate questa filosofia per dieci, cento, centomila ambiti e avrete la cifra esatta di questo Paese che liberale non sarà mai, che statalista resterà per sempre, che bofonchia contro la burocrazia ma è burocratico fin nel midollo (basta vedere come scrivono gl'italiani), che predilige il "pubblico" come cosa sua salvo lamentarsene o…

IL FARO 05-06-07(2017

Il Faro non si rassegna alla mentalità comune, all'autosuggestione, al modo accomodante di vedere quanto si vorrebbe, non vedere quello che dispiace. Forse non sarà per tutti, ma per chi ha voglia di mettersi in discussione, sì. Per abbonarsi basta una mail a maxdelpapa@gmail.com. Ogni fine settimana, tutto quello che è appena successo, letto secondo un punto di vista trasversale, antimilitante, il più possibile sincero. I dischi, i libri, le serie tv, l'attualità estera, i fatti e misfatti interni, le fake news, le post verità. Tutto quello che sul blog Babysnakes non ci va.

SANGUE, ACQUA

Adesso che ho capito
Che posso controllare le curve
Non mi interessa il percorso
Disseminato di ritardi
Basta una canzone
La voce di mia madre
La foto di mio padre
A ferirmi d'assenze
Miliardi di assenze
Di ricordi che non sono
Sangue d'inesistenze
Insistenze fantasma
E una strana paura, come un'acqua
Che non so fermare che non so afferrare
Tutto è tardi anche quello
Che non sarò, non sono stato
Sangue versato invano
Di me che sono lontano
Che non ci credo e non prego
Che mi sento morire piano

LAVAGNA, UNA TRAGEDIA SENZA EROI

QUELLE SCARPINATE

Sanremo per me è durato un istante: sono lì che arrivo, scendo dal treno, chiedo informazioni sulla mia destinazione, e un attimo dopo rieccomi sul treno in direzione opposta. In mezzo, una settimana in apnea. Tutto quello che ho fatto è stato lavorare, ero lì per quello e quello ho fatto. Scrivevo sempre, mentre scrivevo, mentre giravo, mentre mangiavo, mentre dormivo. O meglio, non dormivo: pensavo alle cose che avevo appena visto, scoperto, che restavano da dire, e mentalmente aggiungevo passaggi, argomenti, situazioni, ed altre ne scartavo: un pezzo, spesso, ha buona fortuna per quello che si risparmia più che per quanto dice, e così tutto il mio lavoro di una settimana è stato a mettere e a togliere. Dico la verità: non ho mai lavorato così bene, voglio dire nelle condizioni ideali. La testata che mi ha mandato al Festival, Lettera43, mi ha fornito una ed una sola indicazione: vai. Mi ha lasciato totale libertà e fiducia, proprio una condizione da inviato, che spero di avere ripa…

SANREMO, LE PAGELLE FINALI

SANREMO, IL FESTIVAL DEI POTERI FORTI

SANREMO, I VOTI ALLA TERZA E QUARTA SERATA

SANREMO E LA DIASPORA DELLA CANZONE

SANREMO, I VOTI ALLA SECONDA SERATA

SANREMO, I GIRONI INFERNALI DEL FESTIVAL

SANREMO, I VOTI ALLA PRIMA SERATA

QUI SANREMO, DOVE L'IPOCRISIA E' DI CASA

FUTURO PROXIMO, IL DISCO "IMPRESSIVE" DI GIARDINI